Season Finale - Nashville, terza stagione


La gravidanza inaspettata di Juliette Barnes, ha avuto l'inevitabile effetto di dare molto più spazio ad altre vicende ed altri protagonisti di cui avremmo potuto fare tranquillamente a meno. Purtroppo Juliette per almeno metà stagione non la sie è vista o di lei si è sentita giusto la voce, di tanto in tanto, giusto perchè non ci dimenticassimo di lei... e questo non è stato affatto un bene, lasciatemelo dire. 
Tra i filoni narrativi di cui avrei fatto personalmente a meno ci metterei, primo di tutto, quello di Jeff Fordham, o almeno lo avrei limitato moltissimo. Per dire che di tutta la vicenda post "rinascita" credo tranquillamente che ne avremmo potuto fare a meno... così come della sua simpatica compagna d'avventura, Layla Grant, costantemente sull'orlo della depressione e disposta a schierarsi tra le vittime del sistema: perchè mettere in scena solo un tentato suicidio! Autori, se mi state ascoltando, fatela fuori una volta per tutte e liberiamoci dai pesi morti.
Un filo oltre il punto di morbosità è giunta la storia di Gunnar che, già nella seconda stagione aveva avuto seriamente alti e bassi tra il tentativo di ricordare e quello di emulare il fratello morto, nonostante la ripresa sul finale. Quest'anno abbiamo assistito alla scoperta di essere padre di un bambino di 10 anni che, la madre debosciata da prima gli aveva nascosto, per poi affidarglielo scappando dalla città... per poi venire a scoprire (dopo costosissime battaglie legali con i nonni della creatura) che quel bambino, ancora una volta, non era suo... ma del fratello. Sempre quel fratello stinco di santo morto giovane e strafatto di cui sopra che, a quanto pare, tra le varie bravate della sua esistenza, ha infilato anche l'aver ingravidato la fidanzata storica del fratello. Dulcis in fundo, quando pensavamo che non saremmo potuti cadere più in basso con questa vicenda, la madre modello torna e chiede proprio a Gunnar aiuto per recuperare il rapporto con proprio figlio. Gunnar le sbatte (giustamente) la porta in faccia... per poi cambiare idea in men che non si dica. L'apologia della follia.
Si aggiunga inoltre che, gli autori di telefilm americani, in questo periodo devono chiaramente essere particolarmente appassionati all'idea dei tumori fulminanti. Anche in questo caso ne abbiamo uno: vittima consacrata Deacon Claybourne, in chiaro conflitto con la pace dei sensi. Che poi sia chiaro... se uno come Deacon, che per 20 anni ha usato il whisky al posto del colluttorio, non avesse avuto alcun problema di salute, io credo che potremmo chiaramente essere tutti molto infastiditi con il karma e con la mala suerte per tutte quelle volte in cui abbiamo pensato che forse era il caso di "non esagerare", perchè ci tengo al mio fegato. Deacon Claybourne ha un problema con il fegato, uno bello grande che lo ha piazzato in lista trapianti, certo che il suo sia ormai ad uno stato irrecuperabile. Data la gioia con la quale in America sono soliti piazzare in lista trapianti un alcolista che si è fritto il fegato grazie alle sue debosciate abitudini, l'unica speranza in questo caso è quella di andare a richiamare la cara sorellina, che poi sarebbe la madre di Scarlett, che abbiamo odiato tutti sino ad un istante fa ma che, al momomento, potrebbe seriamente tornarci molto utile. La sorellina arriva a Nashville, crede per un minuto di essere entrata a casa Mulino Bianco, fa il test e scopre di essere compatibile: magia magia! Può donare un pezzo del suo fegato ma... occhio allo scoop!... realizza di essere stata richiamata dentro casa Mulino Bianco solo per il suo fegato e decide di non donare proprio un accidente. Riprepara la valigia e lascia il fratello a morire in quel di Nashville. Scarlett le giura odio eterno e Rayna, tempo di scoprire tutta la faccenda, si mette al suo inseguimento. La insegue, la prega, si umilia e la scongiura, le firma un assegno in bianco ma è tutto inutile. Scopriamo che in gioventù Rayna ha veva già il dono innato di farsi odiare da tutti... e si è fatta odiare anche dalla cara sorellina che,a questo punto, a maggior ragione, vuole tenersi per se il fegato e, piuttosto, buttarla in alcool per renderlo inservibile. Ovviamente cambia idea al momento giusto, proprio quello in cui Deacon viene rimosso dalla lista trapianti perchè il suo tumore è diventato troppo grande per non essere confuso con un cocomero. Oh guarda la casualità.
Poi finalmente Juliette Barnes torna... ed è tempo di recuperare tutto lo spazio perso nei mesi precedenti facendole dare di matto molto più di quanto di solito, già di per se, non sarebbe in grado di dare. Già dopo aver sgravato le leggiamo negli occhi che c'è qualcosa che non va: qualcosa che non la soddisfa... ma facciamo tutti finta di non aver visto niente. In realtà le cose non stanno così: prima l'idea di rimettersi in piazza in men che non si dica, le babysitter chiamate ad occuparsi della bambina mentre lei gira il paese creando concerti estemporanei sui grattacieli, giusto per essere certi che il suo ritorno avvenga in grande stile. Rispetto alla comprensibile voglia di tornare a lavorare dopo mesi trascorsi a letto per il bene della gravidanza, in breve tempo incomincerà a prevalere un odio, un fastidio veramente intenso nel convivere con sua figlia ed un odio ancora più acceso nei confronti di chi le fa notare di non essere una buona madre. Dulcis in fundo, il colpo di scena, il suo gesto d'ira e la decisione di Avery di scappare con la bambina da quella casa: per salvarla da quella furia di sua madre.

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