Chiuso per ferie

La titolare di questo blog si prende qualche giorno di vacanza.
Come ogni volta prima di ogni partenza, ecco riaffiorare belle rigogliose tutte le mie patologie: patemi d'animo grossi come angurie che mi spingerebbero a disdire tutto e rimanermene a casa a dormire nel mio lettino. E' una cosa che ho sempre fatto, fin dai tempi delle gite scolastiche: smettevo di dormire due giorni prima perchè non volevo andare. Ed il bello che viaggiare mi piace un sacco, faccio progetti pazzeschi ma se, per puro caso, qualcuno si realizza, sembro scema: l'ansia mi prende il cuore e mi riscopro attaccata alla casa come mai avevo sospettato. Ai tempi del liceo giustificavo la cosa come un sesto senso che mi diceva di star lontano da quella gente. Magari era l'idea di passare fuori giorni e notti con quelle persone a tenere il freno a mano. Poi il liceo è passato e questo panico è incominciato a prendermi anche per andare in vacanza con mia mamma. La mia mente ha incominciato allora ad elaborare teorie diverse. La più ottimista voleva che io fossi talmente soddisfatta della mia vita che abbandonare la routine mi portava più dispiacere che senso di libertà. Forse è pure vero. Questa volta parto per Barcellona, raggiungo una mia amica in erasmus, tutto presuppone che io vada a stare bene... eppure sono due giorni che continuo ad abbracciare mia madre come se dovessi andare al fronte! Pensare che di solito passiamo la metà delle nostre giornate a non comprenderci l'un l'altra... e la cosa che mi fa ancor più uscir matta è il fatto che io, nelle giornate normali, si intende, non credo a tutto questo, non credo ai sentimenti, non credo all'ansia, alla paura sono razionale fino allo sfinimento. C'è anche ci è arrivato a chiedermi se sono dotata di un'anima. No, forse la risposta è no. Inutile avere paura per un esame, se uno ha studiato non ha paura perchè ha la coscienza a posto. Se non hai la coscienza a posto è perchè non hai studiato, quindi te ne stai a casa. Punto. In questo scenario come collocare questo panico che mi porta a scrivere queste boiate nel cuore della notte? Non lo so, vado a respirare profondamente, pensare, razionalizzare e dormire... non prima di aver dato l'arrivederci alla prossima settimana, quando rileggendo tutto questo mi vergognerò come una ladra e ne riderò.

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