E' l'ora del gelato!

Qualche giorno fa, nello scrivere uno dei miei lunghi ed inutili post, mi sono autodata uno spunto di riflessione. Da lì il pensione è andato ed eccomi qui a cercare di metter nero su bianco.
'Talent show e adempimenti scolastici' potrebbe essere il titolo. In realtà quello devo ancora deciderlo, ma sicuramente sarà qualcosa di più scemo.
Il fatto che il limite all'obbligo scolastico sia tanto basso è una cosa che mi ha sempre dato fastidio perchè si tratta, sostanzialmente, di una legittimazione alla pubblica ignoranza e alla pubblica disoccupazione. Cosa fai oggi senza un diploma superiore? Perchè permettere che tanti giovani vadano così allo sbaraglio tra saloni di acconciature e meccanici sotto casa?
Oggi con il talent show il tutto ha ulteriormente avuto una degenerazione. Permettere ai ragazzi di sospendere la scuola per andare a cantare, ballare, recitare o appendere quadri al muro in televisione mi pare un aberrazione.
Ovvio, là dove c'è il limite della maggiore età, ognuno è libero di fare quello che vuole purchè abbia 18 anni, ma perchè non imporre anche qualsiasi altro titolo di studio superiore alla terza media? Non dico per forza una maturità classica, ma anche un documento che attesti il fruttuoso passaggio da un istituto professionale andrebbe bene. Questo giusto per non sottovalutare mai il ruolo di una media cultura nella vita di un individuo. Certo, se ti fermi al terzo anno di un liceo, per esempio, finirai che conoscere la storia dei babilonesi ma non quella di Napoleone, poco male! Il succo del mio discorso è quello che porta a cogliere altri aspetti formativi che un percorso scolastico può dare: una responsalizzazione, una capacità di affrontare gli imprevisti... per non dire la possibilità di mantenere, anche in questi anni fondamentali, una certa elasticità mentale.
Perchè introdurre un discorso del genere in un contesto come quello del magico mondo della televisione? Perchè oggi, forse come non mai (?), questo si è posto come modello di vita e scuola, nello specifico senso dei talent. Perchè questi ragazzi abbiano un certo spirito di razionalità per riuscire a prendere in mano la propria situazione sia davanti alle sconfitte, sia (e soprattutto) davanti alle vittorie, onde evitare che si facciano inghiottire dal meccanismo.
Penso con molta modestia, che da questi miei pensieri si potrebbe veramente riuscire a sviluppare qualcosa di serio e concreto. Accadrà veramente?

PS: per comprendere il titolo consiglio la lettura de l'enigma del solitario.

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