The mentalist - Ultima puntata seconda stagione
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Intanto continua l'indagine per la morte della prima ragazza, e come al solito Patrick si fa prendere un po' la mano dalle proprie intuizioni per quel che riguarda la ricerca del fidanzato sotto falso nome. Rintracciarlo non è stato difficile... non farsi rapire e quasi uccidere da questo un po' meno. La verità non tarda a venir fuori: il ragazzo in realtà "interpreta" quel ruolo perchè sotto ricatto, artefici dell'omicidio e della minaccia sono i coinquilini della vittima un po' troppo dentro all'idea di cinema verità. A salvargli la pelle sarà inaspettatamente il suo nemico, pronto a vendicare gli emulatori e ad esercitare ancora un po' di pressione psicologica sulla sua mente. Prima di andarsene, quando ancora è legato alla sedia come un salamino, gli porta i saluti di Cristina e lo lascia con un forza marea, una delle frasi che la stessa sensitiva all'inizio della puntata aveva riferito ad un cameriere da parte del solito parente morto loquace. Che il cameriere fosse proprio il serial killer? Al ritorno in ufficio Jane non riferirà a Lisbon questo messaggio... ma mesto mesto torna nella sua casa vuota a straiarsi sul materasso e fissare il ghigno impresso sul muro, simbolo della sua sofferenza.
Sinceramente? Speravo che dopo due anni si fossero fatti un po' di passi avanti nella storia di John, che invece è praticamente punto e a capo. Gli unici che hanno provato a far qualcosa sono stati Wayne e Grace ma sono stati stroncati sul nascere. Tutti loro, salvo rarissime occasioni, paiono non avere una casa, una vita, una famiglia, un passato... niente di niente. Fa molto Law&Order, che, per la cronaca, non mi piace per niente.
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