domenica 29 gennaio 2012

Lo smalto del mese di #gennaio2012

Festeggiando il primo anniversario di questa mia rubrica autogestita (tutto incominciò così) pubblico la foto di uno smalto molto carino, di cui ho già parlato diverso tempo fa, figlio di un'era in cui l'effetto metallizzato ancora non aveva preso piede, originale nel colore e nella formulazione. Project Professional, color Peakcook. Certo, visto che ho messo tutto nero su bianco, non posso negare di non esserne stata molto soddisfatta i primi tempi: molto liquido, poco comprente ma facilmente modulabile. Come previsto il tempo lo ha curato a modo ed ancora oggi, a più di un anno e mezzo dall'apertura, è ancora funzionale e particolarissimo.
Per quanto mi fossi ripromessa no, oggi non compro niente, appena entrata alla vecchia UPIM non ho potuto non essere richiamata all'ordine da questo smalto, notato da lontano, messo nel carrello a tempo record. Mentre snocciolavo tutte le mie monetine sul bancone della cassa (beh, se non volevo comprare niente un motivo effettivamente c'era) la cassiera confessa di essersi anche lei innamorata subito di questo colore.
Se qualcuno avesse il coraggio di guardare la foto al massimo delle sue potenzialità, ingrandendola a tutto schermo, certamente noterebbe meno pellicine del solito ma orrbili macchie azzurre su tutto il contorno delle unghie su almeno due o tre di queste: urge un chiarimento. Non è questo smalto che macchia le unghie, ma una sobria tonalità azzurrina made in kiko, di cui prima o poi parlerò (male). 
Arrivando ad una conclusione: pregi e difetti di questo prodotto. E' sicuramente un pregio il prezzo, sotto i 5 €, il colore (particolare, soprattutto nel momento in cui l'ho comprato. Indice di un certo spirito innovativo di Project). Ha una discreta durata, non si sbecca tanto facilmente e non macchia unghie e pelle. Note negative, l'eccessivamente ridotto packaging traliascia molti dati sensibili. Per esempio l'INCI (come si fa a sapere se è presente, per dirne una, formaldeide?), ma anche il nome del produttore, dove è stato prodotto e da chi sarebbero già utili ad individuare, sempre per puro esempio, se si tratta di un prodotto cruelty free o meno. Tempo fa ho visto riporre questo marchio tra i cattivi ma senza più precisa indicazione non saprei proprio come smentire o come confermare. Su altri prodotti Project ho letto un riferimento ad INCA cosmetici... ma anche in questo caso poche informazioni reperibili. Nel dubbio ho smesso da tempo di acquistare prodotti Project, nell'attesa di nuove informazioni.

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